“ Io sarei la terza generazione di gente di scuola della mia famiglia, e il senso dello Stato me lo hanno messo nel biberon, letteralmente. Solo che, come spesso capita con le cose molto radicate, certe volte una se lo scorda persino, per quale motivo lo ha. A me questa vicenda è servita, tra le altre cose, per rinfrescarmi la memoria: ce l’ho perché non esiste alternativa allo Stato per formare cittadini, per fornirli di diritti e doveri chiari e per tutelarli quando è il caso. L’alternativa è l’arbitrio, il dipendere dagli umori - e dalle debolezze - di chi ti è gerarchicamente superiore, la lecchinaggine, la cortigianeria, i piccoli soprusi assunti a sistema. E una in teoria lo sa, che la chiave della libertà individuale passa da queste parti, ma vederselo confermato nelle piccole cose della propria vita è pur sempre istruttivo. ”
“Lei non sa chi sono io”: l’Italia cortigiana e quella no » Haramlik